DECRETO LEGGE N.105/2021 | DOSSIER DEL SERVIZIO STUDI DI CAMERA E SENATO

Il decreto-legge n. 105 del 2021 si pone in rapporto di successione e consequenzialità rispetto ad una serie normativa di decreti-legge che ha posto misure restrittive a fini di contenimento dell’epidemia da Covid-19, a partire dal marzo 2020.
Il quadro degli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza derivante dalla diffusione della pandemia è stato infatti definito in primo luogo da un insieme di decreti-legge che stabiliscono la cornice ordinamentale delle misure adottabili per la gestione dell’emergenza (in particolare i decreti-legge n. 19/2020 e n. 33/2020, come successivamente integrati e modificati) e di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che attuano le disposizioni dei decreti-legge, modulandole in relazione all’andamento epidemiologico.
Con il decreto-legge in esame sono dunque disciplinate le misure da applicare per fronteggiare la fase attuale dell’epidemia ed è prorogato – direttamente da tale fonte legislativa di urgenza – lo stato di emergenza nazionale al 31 dicembre 2021. È al contempo disposto il rinvio – fino al 31 dicembre – a quanto previsto dal d.P.C.m. 2 marzo 2021 salvo quanto previsto dal decreto-legge medesimo e viene estesa per lo stesso periodo la possibilità di adottare provvedimenti di contenimento dell’emergenza ai sensi dei decreti-legge n. 19 del 2020 e n. 33 del 2020.

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Il decreto-legge in esame costituisce quindi uno degli ultimi tasselli della sequenza di atti normativi, con i quali è stata affrontata l’epidemia da Covid-19. Una sequenza che può essere suddivisa in più fasi.
In una prima fase, l’epidemia è stata affrontata quale emergenza di protezione civile, secondo la strumentazione giuridica offerta dal Codice di protezione civile (decreto legislativo n. 1 del 2018).
Quest’ultimo definisce una concatenazione di atti giuridici per fare fronte alle situazioni di emergenza: deliberazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri, per un lasso temporale determinato (non superiore a dodici mesi, prorogabile per non più di ulteriori dodici mesi); ordinanze del Presidente del Consiglio; ordinanze del Capo del Dipartimento della protezione civile.
Al contempo sono state emanate ordinanze di carattere contingibile e urgente da parte del Ministero della salute, secondo un potere riconosciutogli – in materia di igiene e di sanità pubblica e di polizia veterinaria – dall’articolo 32 della legge n. 833 del 1978 (con efficacia estesa all’intero territorio nazionale o a parte di esso comprendente più regioni; all’interno della regione o del comune, il medesimo articolo prevede l’emanazione di analoghe ordinanze da parte del Presidente della Giunta regionale o del sindaco).
Il ricorso agli strumenti previsti dal codice di protezione civile è proseguito anche nelle fasi successive […].

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