DECRETO LEGGE N.172/2021 | DOSSIER DEL SERVIZIO STUDI DI CAMERA E SENATO

Il decreto-legge n. 172 del 26 novembre 2021 del 2021, recante “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali”, si colloca entro una successione di decreti-legge volti a porre misure di contenimento dell’epidemia.
Tra questi, rilevano in particolare, in quanto definitori del quadro di interventi per fronteggiare la diffusione della pandemia, i decreti-legge recanti la cornice ordinamentale delle misure adottabili per la gestione dell’emergenza: i decreti-legge n.19 del 2020 e n.33 del 2020 (come successivamente integrati e modificati).
Successivamente, con il decreto-legge n. 105 del 2021 è stato prorogato – direttamente da tale fonte legislativa di urgenza – lo stato di emergenza nazionale al 31 dicembre 2021. È stato al contempo disposto – fino a quella medesima data – il rinvio a quanto innanzi previsto in via attuativa dal d.P.C.m. 2 marzo 2021, con estensione per il medesimo lasso temporale della facoltà di adottare provvedimenti di contenimento dell’emergenza ai sensi dei decreti-legge n.19 e n.33 del 2020.

Il decreto-legge in esame dunque si iscrive in una complessa sequenza di atti normativi, con i quali è stata affrontata l’epidemia da Covid-19.
Siffatta successione normativa, nella quale si articola la risposta dell’ordinamento giuridico innanzi ad un’emergenza quale l’epidemia, può dirsi scandita secondo ‘fasi’ diverse.
In una prima fase, l’epidemia è stata affrontata quale emergenza di protezione civile, secondo la strumentazione giuridica offerta dal Codice di protezione civile (decreto legislativo n.1 del 2018).
Quest’ultimo definisce una concatenazione di atti giuridici per fare fronte alle situazioni di emergenza: deliberazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri, per un lasso temporale determinato (non superiore a dodici mesi, prorogabile per non più di ulteriori dodici mesi); ordinanze del Presidente del Consiglio; ordinanze del Capo del Dipartimento della protezione civile.
Al contempo sono state emanate ordinanze di carattere contingibile e urgente da parte del Ministero della salute, secondo un potere riconosciutogli – in materia di igiene e di sanità pubblica e di polizia veterinaria – dall’articolo 32 della legge n.833 del 1978 (con efficacia estesa all’intero territorio nazionale o a parte di esso comprendente più regioni; all’interno della regione o del comune, il medesimo articolo prevede l’emanazione di analoghe ordinanze da parte del Presidente della Giunta regionale o del sindaco).
Il ricorso agli strumenti previsti dal codice di protezione civile è proseguito anche nelle fasi successive.

La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale (sulla base di quanto previsto dall’articolo 24 del Codice della protezione civile) a fronte dell’epidemia da Covid-19 è stata resa con delibere del Consiglio dei ministri, dapprima del 31 gennaio 2020 (per sei mesi), poi del 29 luglio 2020 (fino al 15 ottobre 2020) del 7 ottobre 2020 (fino al 31 gennaio 2021), del 13 gennaio 2021 (fino al 30 aprile 2021) e del 21 aprile (fino al 31 luglio 2021).
Da ultimo lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021 dall’articolo 1 del decreto-legge n.105 del 2021.

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